Italian Economic Policy Forum

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Presentati i risultati di un'indagine Deloitte

Categories: Da Confcooperative Bruxelles

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Si è svolta ieri al Parlamento europeo la prima edizione dell'Italian Economic Policy Forum, organizzato dal Gruppo di Iniziativa Italiana, Deloitte, Confindustria e Italian Business Network (IBN), nel corso del quale sono stati presentati in anteprima i risultati del CFO Survey 2017, esclusiva indagine condotta da Deloitte in Italia e nei principali paesi dell’area EMEA. La ricerca, mettendo a confronto le opinioni e il sentiment dei maggiori Chief Financial Officer italiani sulle principali variabili di natura macroeconomica, sull’andamento delle imprese di appartenenza e sulle prospettive offerte dal mutevole contesto geopolitico, si pone l’obiettivo di esplorare le sfide e le opportunità per le aziende italiane nell’attuale scenario internazionale. La ricerca fornisce altresì lo spunto per un dibattito sulle principali variabili di natura economica e politica per il futuro delle aziende italiane, con il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale ed industriale nazionali ed europei.

Elena Basile (Ambasciatrice d’Italia presso il Regno del Belgio) ha mostrato come vi siano segnali di ripresa internazionale, dato che i CFO (ovvero i direttori finanziari) hanno dato dei segnali positivi in tal senso. Il valore del petrolio, però, è ancora basso e la politica monetaria espansiva non verrà cambiata finché non verrà raggiunta una certa stabilità. C´è comunque ancora molta burocrazia da eliminare. Nell´UE, inoltre, al coordinamento della politica monetaria si deve aggiungere anche la condivisione del rischio attraverso un’unione bancaria europea.

Roberto Viola (Direttore Generale DG CONNECT) è intervenuto in merito all´integrazione europea, sostenendo che i servizi e l´integrazione si digitalizzeranno ulteriormente, soprattutto nei settori bancario e assicurativo, dei trasporti e della sanità. Nessun paese da solo può affrontare questo cambiamento verso la digitalizzazione se non attraverso l´integrazione; a livello politico è pertanto necessario espandere i risultati della ricerca a livello generazionale.

Riccardo Raffo (Socio Deloitte responsabile del CFO Survey) è convinto dell’essenzialità dei CFO per determinare la situazione delle aziende e dell´economia in generale. Il sentiment positivo anticipato dai CFO si riflette infatti sull’economia reale. C´è una crescita generale del numero di CFO che hanno aspettative positive per i prossimi 12 mesi: in Italia la tendenza è positiva ma in modo leggermente inferiore rispetto alla media UE. Per il 55% dei CFO l´attuale situazione economico-finanziaria provoca incertezza nello sviluppo economico delle aziende; nel breve termine, le minacce maggiori sono: eventuali modifiche normative, la burocrazia, l’instabilità della politica interna e il calo della domanda interna. Per i CFO, dunque, questo non rappresenta il momento ottimale per investire. Inoltre, il trend delle aspettative positive in ambito di fatturato, investimenti e margini operativi è in crescita. Per quanto riguarda il numero di assunzioni la crescita in Italia è quasi pari a zero, mentre la media è vicino all´11%. Per i CFO, il sistema italiano presenta delle problematiche negli ambiti di burocrazia, tassazione, corruzione, frode e illegalità.

Secondo Marco Buti (Direttore Generale DG ECFIN) l´UE sta passando da essere l´epicentro della crisi ad essere un angolo di stabilità nella governance mondiale. La ripresa si sta espandendo ed è più sincronizzata rispetto a prima. In merito al contesto europeo, però bisogna cercare di creare dei collegamenti sulla diversa sensibilità, attraverso, per esempio, la condivisione del rischio e la riduzione dello stesso. Occorre infine completare l´unione bancaria e l´unione dei capitali.

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