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Le cooperative italiane mantengono la vicepresidenza del gruppo di lavoro mangimi del Copa Cogeca

martedì 20 ottobre 2026

Le cooperative italiane mantengono la vicepresidenza del gruppo di lavoro mangimi del Copa Cogeca

Fausto Toni è stato rieletto come vicepresidente per il terzo mandato

Oggi, le cooperative italiane hanno mantenuto la loro vicepresidenza in un gruppo pivotale per il settore agroalimentare italiano ed europeo. Insieme a Fausto Toni agirà la rieletta presidente Valérie Bris, delle cooperative francesi.

Infatti, il settore mangimistico europeo si trova ad affrontare una fase di profonda evoluzione, caratterizzata da nuove iniziative legislative, obiettivi di sostenibilità e dalla necessità di rafforzare la competitività e la resilienza delle filiere zootecniche. In questo contesto, il gruppo di lavoro mangimi sarà chiamato a seguire cinque dossier prioritari, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un quadro normativo equilibrato, scientificamente fondato e concretamente applicabile dalle imprese.

Una prima sfida riguarda il pacchetto Omnibus sulla sicurezza alimentare e dei mangimi, presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025. L’iniziativa mira a semplificare diverse disposizioni legislative, ridurre gli oneri amministrativi e rendere più efficienti le procedure di autorizzazione, mantenendo elevati standard di sicurezza. Per il settore mangimistico, saranno particolarmente rilevanti la revisione delle procedure di rinnovo delle autorizzazioni degli additivi, le opportunità offerte dall’etichettatura digitale e le disposizioni relative ai prodotti ottenuti mediante fermentazione con microrganismi geneticamente modificati. Il gruppo dovrà monitorare l’iter legislativo e promuovere semplificazioni effettive, evitando che nuovi adempimenti o incertezze interpretative compromettano l’innovazione e l’operatività delle imprese.

Un secondo dossier strategico è il Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR). L’inclusione della soia e di diversi prodotti da essa derivati rende il provvedimento particolarmente importante per la filiera dei mangimi, fortemente dipendente dall’approvvigionamento internazionale di materie prime proteiche. Le imprese dovranno prestare attenzione alla tracciabilità, alla raccolta delle informazioni lungo la catena di fornitura e alla corretta ripartizione degli obblighi tra operatori e altri soggetti coinvolti. Alla luce delle modifiche e delle semplificazioni introdotte, sarà essenziale chiarire gli aspetti applicativi e garantire tempi e strumenti adeguati per la conformità. Il gruppo di lavoro dovrà inoltre valutare gli impatti sulla disponibilità e sui costi delle materie prime, evitando interruzioni degli approvvigionamenti. Le date di applicazione previste sono il 30 dicembre 2026 per le categorie interessate di operatori medio-grandi e il 30 giugno 2027 per determinate micro e piccole imprese. Fonte: Commissione europea.

La strategia europea per il settore zootecnico, adottata nel luglio 2026, apre un ulteriore fronte di lavoro. La Commissione punta a rafforzare la resilienza economica degli allevamenti, ridurre le dipendenze esterne e migliorare la sostenibilità ambientale, promuovendo al contempo il benessere animale e la competitività. Per l’industria mangimistica, la sfida consisterà nel conciliare questi obiettivi con la necessità di garantire razioni nutrizionalmente adeguate, sicure ed economicamente accessibili. Sarà importante valorizzare il contributo dei mangimi all’efficienza produttiva, alla riduzione delle emissioni e all’utilizzo circolare delle risorse, tenendo conto delle differenze tra specie, sistemi di allevamento e territori europei.

Strettamente collegato a questa strategia è il Piano d’azione europeo per le proteine, anch’esso presentato nel luglio 2026. L’iniziativa mira a rafforzare l’autonomia strategica dell’UE attraverso l’incremento della produzione e dell’utilizzo di colture proteiche europee, lo sviluppo delle capacità di trasformazione e stoccaggio e il consolidamento delle filiere locali. L’obiettivo indicato dalla Commissione è aumentare dal 25% al 35% entro il 2035 la quota di semi oleosi e colture proteiche utilizzati nell’alimentazione animale e prodotti nell’UE. Il gruppo di lavoro dovrà contribuire a individuare le condizioni necessarie per raggiungere questo risultato, affrontando temi quali disponibilità, qualità nutrizionale, competitività dei prezzi, innovazione e diversificazione delle fonti proteiche, comprese le materie prime alternative.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata anche alla deroga per l’impiego di mangimi proteici non biologici nell’alimentazione dei suinetti e del pollame giovane, nell’ambito della revisione del quadro normativo europeo sul biologico. La persistente insufficienza di proteine biologiche sul mercato europeo rende necessario conciliare l’integrità del metodo di produzione biologico con le esigenze nutrizionali e di benessere animale. La proposta di proroga della deroga oltre il 2026, fino al 2036, rappresenta quindi un tema rilevante per il settore, ma richiede un’attenta valutazione della disponibilità effettiva delle materie prime biologiche e degli effetti sulle filiere. Fonte: Commissione europea.

Nel complesso, il compito del gruppo di lavoro mangimi sarà quello di anticipare gli sviluppi normativi, rappresentare le esigenze della filiera e promuovere soluzioni che integrino sicurezza, sostenibilità e competitività. Un coordinamento efficace tra istituzioni, imprese e altri attori della catena agroalimentare sarà determinante affinché la transizione normativa si traduca in opportunità concrete, senza generare oneri sproporzionati o compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti.