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Lins chiede un bilancio della PAC più forte e il mantenimento della struttura a due pilastri

martedì 16 giugno 2026

Lins chiede un bilancio della PAC più forte e il mantenimento della struttura a due pilastri

Il relatore del report sulla nuova PAC annuncia la sua visione sulla nuova Politica Agricola Comune

L’eurodeputato tedesco Norbert Lins ha illustrato la sua visione della Politica Agricola Comune (PAC) post-2027, chiedendo un aumento del bilancio della PAC, il mantenimento dell’attuale struttura a due pilastri e garanzie più solide contro quella che egli considera una rinazionalizzazione della politica agricola prevista dalle proposte della Commissione rese note nel luglio 2025. Lins, che è il relatore del PE sulla futura PAC e il relatore ombra del gruppo PPE sulla proposta di regolamento sui Piani di partenariato nazionali e regionali (NRPP), ha discusso la sua bozza di relazione in vista della sua presentazione formale e della discussione in seno alla Commissione per l’agricoltura del Parlamento alla fine di questo mese.

Lins ha affermato che le riforme della PAC proposte dalla Commissione rischiano di creare ulteriori oneri per gli agricoltori con il pretesto della semplificazione. Il politico ha dichiarato di voler utilizzare il proprio ruolo di relatore per contribuire a plasmare una politica agricola davvero “comune” e ha invocato un bilancio solido per la PAC e un ritorno alla collaudata struttura a due pilastri. Ritiene, inoltre, che ciò sia necessario per evitare distorsioni del mercato, consentendo al contempo misure concrete e proporzionate nei settori del clima, della biodiversità e del benessere degli animali senza imporre oneri eccessivi agli agricoltori.

Tali temi sono approfonditi in un documento informativo diffuso dall’ufficio di Lins, che individua tre richieste fondamentali relative alla proposta del Fondo di partenariato nazionale e regionale (NRPP) e sette richieste chiave per la riforma della PAC stessa. Nel documento, Lins avverte che l’accorpamento dei fondi agricoli, strutturali e sociali nel proposto Fondo di partenariato nazionale e regionale (NRPP) rischia di far sì che l’agricoltura perda la propria indipendenza strategica ed entri in diretta concorrenza di bilancio con altri settori. Chiede poi che i finanziamenti agricoli all’interno del nuovo quadro siano tutelati da garanzie di bilancio minime e che l’attuale struttura della PAC rimanga visibile.

Tra le richieste centrali figurano il mantenimento del primo pilastro come sistema di pagamenti diretti interamente finanziato dall’UE, la salvaguardia del secondo pilastro per le misure di sviluppo rurale cofinanziate e il mantenimento della destinazione specifica dei programmi settoriali quali quelli relativi al vino, alla frutta e agli ortaggi, al luppolo e LEADER. Il tedesco sostiene inoltre pagamenti ridistributivi obbligatori per le aziende agricole più piccole, uno stanziamento di bilancio dell’8% a sostegno dei giovani agricoltori, l’eliminazione del criterio dell’età pensionabile proposto dalla Commissione per i pagamenti della PAC e una destinazione vincolante per le misure ambientali, climatiche e di benessere degli animali. Per quanto riguarda i pagamenti diretti, Lins propone di sostituire il tetto massimo di 100.000 euro previsto dalla Commissione con un massimale di 500.000 euro per persona fisica. Il documento di approfondimento afferma che ciò eviterebbe di penalizzare le strutture agricole di maggiori dimensioni, limitando al contempo i pagamenti eccessivamente elevati.

Inoltre, i pagamenti provenienti da più aziende agricole verrebbero aggregati, il che, secondo Lins, renderebbe più difficile aggirare il tetto massimo attraverso la suddivisione delle aziende. Allo stesso tempo, il massimale aumenterebbe di fatto in base al numero di soci delle cooperative agricole. Lins respinge la proposta della Commissione di riduzioni progressive dei pagamenti diretti e preferisce invece un sostegno più forte per i primi ettari di terreno agricolo, con pagamenti maggiorati per le aziende di dimensioni fino a 60 ettari. Per quanto riguarda il ricambio generazionale, Lins chiede che l’8% dei fondi della PAC sia destinato obbligatoriamente ai giovani agricoltori, rispetto al 6% raccomandato dalla Commissione e all’attuale livello obbligatorio del 3%. Chiede inoltre che almeno il 5% dei fondi del secondo pilastro rimanga riservato ai programmi di sviluppo rurale LEADER. Il tedesco del PPE si oppone alla proposta della Commissione di porre fine all’ammissibilità alla PAC una volta che gli agricoltori raggiungono l’età pensionabile. Preferisce invece incentivi che incoraggino gli agricoltori più anziani a cedere volontariamente i terreni alle generazioni più giovani. La proposta è anche quella di mantenere la possibilità per gli Stati membri di destinare fino al 12% dei pagamenti diretti al sostegno accoppiato, con un ulteriore 3% specificamente destinato alle colture proteiche. Pur esprimendo riserve sul sostegno legato alla produzione per le colture arabili, ha manifestato una maggiore apertura nei confronti degli aiuti accoppiati per i sistemi di allevamento al pascolo.

Per quanto riguarda le misure ambientali, Lins sostiene l’intenzione della Commissione di abbandonare l’attuale struttura basata sulle norme GAEC, sui regimi ecologici e sulle misure agroambientali. Tuttavia, nel documento di riferimento egli sostiene che il modello proposto di “gestione responsabile delle aziende agricole” dovrebbe basarsi su un “catalogo di misure fisso, trasparente e armonizzato a livello europeo”, pur lasciando agli Stati membri una certa flessibilità nella definizione dettagliata dei programmi di sostegno. Nel documento chiede strumenti di gestione del rischio più efficaci in risposta agli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti (anche se non più obbligatori). Tra questi figurano il sostegno alle assicurazioni multirischio, i fondi di investimento e gli incentivi fiscali per le riserve di rischio delle aziende agricole, misure volte a rendere le aziende agricole più resilienti agli shock legati al clima.

Il progetto di relazione, che è stato ora inviato in traduzione, dovrebbe essere presentato alla commissione per l’agricoltura alla fine di questo mese (29 giugno). I deputati della commissione AGRI puntano ad adottare la relazione il 1° dicembre, con una votazione in plenaria prevista per gennaio 2027.