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Valutazione della direttiva sui nitrati: in un contesto di crisi dei fertilizzanti che richiede un ripensamento, la Commissione opta per lo status quo

giovedì 16 luglio 2026

Valutazione della direttiva sui nitrati: in un contesto di crisi dei fertilizzanti che richiede un ripensamento, la Commissione opta per lo status quo

Dopo tre anni di analisi, la Commissione europea ha pubblicato la tanto attesa valutazione della direttiva sui nitrati. La valutazione conclude che questa normativa, in vigore da oltre 30 anni, rimane efficace nel raggiungimento dei propri obiettivi ambientali e attribuisce le carenze residue principalmente a un’attuazione inadeguata da parte degli Stati membri

Da una prima valutazione, ciò che salta maggiormente all’occhio è che la Commissione non sembra tenere conto dei profondi cambiamenti avvenuti nell’agricoltura europea dall’adozione della direttiva nel 1991. L’Unione europea si è allargata, le condizioni climatiche sono mutate, le conoscenze scientifiche e le pratiche agricole si sono evolute e le nuove tecnologie offrono ora l’opportunità di raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso approcci più mirati ed efficienti.

Sebbene la direttiva abbia inizialmente contribuito a miglioramenti significativi della qualità delle acque, negli ultimi anni i progressi hanno subito una battuta d’arresto in molti Stati membri. Allo stesso tempo, l’adempimento degli obblighi è diventato sempre più complesso e oneroso per gli agricoltori. Il rispetto dei requisiti della direttiva richiede spesso investimenti ingenti e una pianificazione a lungo termine, mentre gli agricoltori operano in un contesto economico, climatico e geopolitico sempre più instabile. La valutazione non riesce inoltre a misurare adeguatamente l’impatto economico e le conseguenze per le aziende agricole, in quanto non riflette appieno l’evoluzione delle strutture agricole, la diversità dei sistemi di produzione e l’impatto cumulativo dei successivi sviluppi politici che hanno plasmato il settore negli ultimi tre decenni.

Questa valutazione avrebbe dovuto segnare l’inizio di una vera e propria riflessione sull’adeguatezza di un quadro legislativo concepito più di tre decenni fa alle sfide dell’agricoltura del XXI secolo. Invece, conferma in gran parte lo status quo.

Ciò è difficile da comprendere quando l’Unione europea insiste sul fatto che la direttiva sia adeguata allo scopo, eppure la qualità delle acque dell’UE è scarsa, le alternative basate sull’economia circolare e i sistemi di gestione del letame devono essere generalizzati, senza però affrontare gli aspetti della direttiva che sono obsoleti e difettosi. Sarebbe deludente pensare che questo passo necessario verso la modernizzazione non venga compiuto quando è a portata di mano

Infine, c’è una sorprendente mancanza di coerenza tra le ambizioni delineate nella «Visione per il futuro dell’agricoltura», nella «Strategia per l’allevamento» e nel «Piano d’azione sui fertilizzanti», e le conclusioni della presente valutazione.

È essenziale adesso che i prossimi processi di valutazione della direttiva sui nitrati portino a una vera semplificazione, favoriscano l’innovazione e forniscano agli agricoltori un quadro normativo moderno, basato su dati scientifici e praticabile, in grado di raggiungere gli obiettivi ambientali salvaguardando al contempo la competitività e la resilienza dell’agricoltura europea.