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Il CESE riconosce il ruolo delle cooperative nella cultura europea

martedì 6 ottobre 2026

Il CESE riconosce il ruolo delle cooperative nella cultura europea

Il modello cooperativo entra a pieno titolo nel dibattito europeo sul futuro della cultura. Nel parere sulla Bussola culturale per l’Europa, adottato il 30 aprile, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) riconosce il contributo delle cooperative e dell’economia sociale all’ecosistema culturale e invita a tradurlo in una presenza più incisiva nelle politiche, negli strumenti finanziari e nei processi decisionali che ne accompagneranno lo sviluppo.

La Bussola culturale, presentata dalla Commissione europea come strategia di lungo periodo per la politica culturale dell’UE, muove da una concezione della cultura che oltrepassa i confini delle politiche settoriali. Al suo valore sociale si affianca una dimensione economica: nel 2024 il settore culturale occupava 7,9 milioni di persone nell’UE, pari al 3,8% dell’occupazione complessiva, all’interno di un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e micro imprese e da lavoratori autonomi.

 

Il CESE sollecita una più solida interazione nelle politiche culturali nazionali e regionali degli attori dell’economia sociale radicati sul territorio, citando espressamente cooperative, imprese sociali e reti di comunità. Oltre al mero riconoscimento del loro contributo, il Comitato chiede che tali soggetti operino come veri e propri partner istituzionali e che le leve fiscali e finanziarie vengano modellate sulle loro specificità e sul valore generato. Si tratta di una prospettiva strettamente legata all’attuazione e al futuro sviluppo del Piano d’azione europeo per l’economia sociale.

 

Il riconoscimento si estende al tema degli investimenti. Accanto a un sostegno pubblico che resta essenziale, il CESE individua cooperative, economia sociale, fondazioni e terzo settore tra gli attori che possono contribuire a mobilitare ulteriori risorse per la cultura. Il tema si intreccia con il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, per il quale viene proposta una quota del 2% del bilancio UE destinata alla cultura, attraverso strumenti che spaziano dai Piani di partenariato nazionali e regionali e dalla politica di coesione fino a Horizon Europe, Erasmus+, AgoraEU e al futuro Fondo europeo per la competitività.

 

Sul fronte del credito, l'accesso ai canali tradizionali resta ostacolato dalla natura prevalentemente immateriale dei beni, dalla frammentazione dei mercati e dall'organizzazione delle attività per progetto. Per superare questi limiti, la proposta punta su un uso strategico degli strumenti della BEI e del FEI – in particolare garanzie e blended finance – e sull'introduzione di una linea dedicata a cultura e creatività dentro il futuro quadro europeo per la competitività.

 

Il parere guarda infine alle condizioni di lavoro in un settore caratterizzato dalla presenza diffusa di microimprese, lavoratori autonomi e attività discontinue. Nel sostenere la futura Carta europea degli artisti, il CESE valorizza il ruolo di cooperative e imprese dell'economia sociale come presidio per rafforzare protezione sociale e dialogo sociale, anche per governare l'impatto dell'intelligenza artificiale generativa.

 

Il valore del parere del CESE va ben oltre il riconoscimento del ruolo delle cooperative nel settore culturale; il Comitato reclama sia un loro maggiore coinvolgimento nella definizione delle politiche sia strumenti finanziari più aderenti alle caratteristiche del modello cooperativo. L’attuazione della Bussola culturale e le scelte sul prossimo bilancio europeo diranno ora quanto questa impostazione riuscirà a tradursi in misure concrete.