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La Commissione europea pubblica la tanto attesa Livestock strategy

mercoledì 8 luglio 2026

La Commissione europea pubblica la tanto attesa Livestock strategy

Nonostante la proposta fosse attesa da tempo, le organizzazioni europee del settore avvertono che troppi elementi rimangono poco più che dichiarazioni d’intenti o mancano della chiarezza operativa e tecnica necessaria per un’attuazione efficace

La comunicazione segna innanzitutto un importante cambiamento di tono. Dopo anni in cui il settore zootecnico è stato troppo spesso descritto come parte del problema, la Commissione ne riconosce ora il contributo alla sicurezza alimentare, alla vitalità delle zone rurali, all’economia circolare e alla produzione di proteine di alta qualità ed energia rinnovabile.

La Commissione riconosce inoltre i rischi associati alla decapitalizzazione del patrimonio zootecnico europeo, l’importanza della circolarità dei nutrienti, la valorizzazione del letame e dei sottoprodotti di origine animale, nonché la necessità di affrontare le questioni relative alle procedure di autorizzazione e alla direttiva sui nitrati.

Tuttavia, la comunicazione rimane fortemente incentrata su valutazioni, monitoraggio e analisi comparativa, mentre anche una lettura attenta degli allegati rende difficile individuare azioni o misure concrete che possano apportare un sollievo tangibile agli agricoltori sul campo.

Ad esempio, la Strategia per il bestiame include riferimenti alla valorizzazione del letame e al rischio di decapitalizzazione degli allevamenti, ma non propone azioni chiare per affrontare queste sfide. Questa strategia diventa notevolmente più precisa quando si tratta del benessere degli animali. La prevista eliminazione graduale delle gabbie, con proposte legislative attese entro la fine del 2026 per le galline ovaiole e i polli da carne ed entro il 2027 per il settore suinicolo, è probabilmente una delle poche azioni veramente concrete contenute nella strategia.

Tuttavia, pur riconoscendo i notevoli costi di investimento associati a queste transizioni, la Commissione non fornisce una tabella di marcia credibile per il loro finanziamento. Agli agricoltori vengono ancora una volta presentati obblighi futuri, mentre il sostegno rimane limitato a riferimenti a un «potenziale strumento finanziario dedicato al settore zootecnico» e ad altre possibili opzioni di finanziamento. Sarebbe necessario un piano di investimenti chiaro, sostenuto da impegni di finanziamento concreti e da una tempistica realistica, anziché ulteriori promesse di esplorare soluzioni in un secondo momento.