Il contributo della cooperazione alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e alla continuità delle tradizioni locali è stato al centro dell'incontro internazionale promosso il 30 ottobre dall'Alleanza cooperativa internazionale (ICA), in collaborazione con il proprio gruppo di lavoro sul patrimonio culturale cooperativo. La discussione ha guardato al Decennio internazionale della cultura per lo sviluppo sostenibile 2027-2036, proclamato dalle Nazioni Unite per rafforzare il riconoscimento della cultura nell’ambito delle politiche di sviluppo.
A seguito della Giornata internazionale del patrimonio culturale immateriale, celebrata il 17 ottobre, l'incontro ha approfondito il ruolo delle cooperative nella trasmissione di saperi e pratiche tradizionali, la cui sopravvivenza è strettamente legata alle comunità che ne sono depositarie. La tutela del patrimonio immateriale non può infatti prescindere dalle condizioni economiche e sociali che ne consentono la trasmissione, né dalla possibilità, per le nuove generazioni, di continuare a esercitare le attività nelle quali tale patrimonio trova espressione.
Al dibattito hanno contribuito rappresentanti del movimento cooperativo, studiosi ed esponenti delle organizzazioni internazionali. Tra le esperienze esaminate figura quella delle Haenyeo, le pescatrici subacquee dell'isola sudcoreana di Jeju, la cui cultura è iscritta dal 2016 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'UNESCO. La loro esperienza restituisce la complessità del legame tra attività produttive tradizionali e appartenenza comunitaria, mostrando come la trasmissione di un patrimonio culturale sia inseparabile dalla continuità delle pratiche professionali nelle quali esso trova espressione.
La discussione ha ripreso il lavoro condotto attraverso il programma ICA Cooperative Cultural Heritage, dedicato alla ricognizione e alla valorizzazione dell'eredità culturale del movimento cooperativo. Accanto al riconoscimento delle esperienze storiche, il programma intende promuovere strumenti che consentano alle comunità di preservare il proprio patrimonio, valorizzando la capacità delle cooperative di organizzarne la gestione secondo principi di partecipazione e responsabilità collettiva.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il documento Cooperative Cultural Heritage: From Recognition to Safeguarding and Collective Action, dedicato al rapporto tra patrimonio culturale immateriale e cooperazione. Il contributo collega le esperienze maturate dalle comunità agli strumenti previsti dalla Convenzione UNESCO del 2003, richiamando la necessità di tradurre il riconoscimento del patrimonio in misure capaci di garantirne la continuità. Il prossimo Decennio internazionale rappresenta, sotto questo profilo, un’occasione per approfondire il ruolo delle organizzazioni cooperative nell’attuazione delle politiche culturali.
Per le cooperative attive nel settore culturale, il tema richiama la possibilità di conciliare la salvaguardia delle tradizioni con la sostenibilità economica delle attività che ne assicurano la sopravvivenza. La gestione collettiva consente alle comunità di conservare un ruolo nelle scelte relative al proprio patrimonio, evitando che la sua valorizzazione si traduca in un processo estraneo a coloro che hanno contribuito a tramandarlo.