In occasione della riunione del gruppo di esperti sulla rimozione del carbonio tenutasi il 23 aprile, la Commissione europea ha illustrato i progressi compiuti nello sviluppo di metodologie di certificazione per il carbon farming
Le metodologie aggiornate introducono una maggiore flessibilità nella quantificazione, consentendo una combinazione di modelli, misurazioni dirette e fattori di emissione predefiniti. Questo adeguamento tiene conto delle diverse condizioni pedoclimatiche, contenendo al contempo i costi di monitoraggio. Il trattamento dell’incertezza è stato perfezionato, riducendo i fattori di deduzione e offrendo metodi di calcolo più flessibili nel tempo. Anche i requisiti di monitoraggio sono stati semplificati, con periodi di monitoraggio più brevi per il carbonio nel suolo e l'agroforestazione e un migliore allineamento con i cicli di attività. Infine, il quadro normativo ora riconosce meglio i pionieri, una richiesta di lunga data da parte dei settori.
Tuttavia, alcune questioni critiche rimangono irrisolte, con il rischio di una scarsa partecipazione degli agricoltori. Le complessità nella definizione delle linee di base, i criteri di ammissibilità restrittivi e gli obblighi di monitoraggio forestale a lungo termine potrebbero escludere pratiche sostenibili come la lavorazione conservativa del terreno o i miglioramenti nella fertilizzazione, oltre ad avere un impatto negativo sull'attrattiva di attuare tali pratiche. Senza affrontare questi aspetti, il quadro rischia di essere sottoutilizzato.
Peraltro, la certificazione da sola non creerà un mercato funzionante. Un solido quadro dal lato della domanda sarà essenziale per garantire la partecipazione degli agricoltori e la credibilità a lungo termine. In tal senso, la Commissione intende lanciare bandi annuali per progetti di certificazione della rimozione del carbonio, come la creazione di un “Buyers Club” dell'UE e lo sviluppo di approcci di finanziamento misto pubblico-privato.
Affinché gli agricoltori e i gestori forestali si impegnino in questo aspetto, il suo quadro dovrebbe essere economicamente sostenibile e amministrativamente fattibile, garantendo che l'agricoltura a basse emissioni di carbonio diventi un'opportunità concreta, non solo un'ambizione teorica.