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Misure di salvaguardia CBAM per i fertilizzanti: la commissione ENVI elimina la valvola di sicurezza in caso di crisi per gli agricoltori

mercoledì 8 luglio 2026

Misure di salvaguardia CBAM per i fertilizzanti: la commissione ENVI elimina la valvola di sicurezza in caso di crisi per gli agricoltori

La commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo ha adottato la propria relazione sulla revisione del meccanismo di adeguamento carbonico alle frontiere (CBAM) scegliendo di eliminare l’unica disposizione che avrebbe consentito la sospensione temporanea del CBAM sui fertilizzanti in tempi di crisi (articolo 27 bis)

In un momento di crescente instabilità geopolitica e di forte volatilità dei mercati dei fertilizzanti, l’eliminazione di questa salvaguardia invia un segnale sbagliato agli agricoltori europei. Gli ultimi anni hanno chiaramente dimostrato che i mercati dei fertilizzanti sono altamente vulnerabili agli shock esterni, con conseguenze immediate sui costi di produzione, sulla redditività delle aziende agricole e, in ultima analisi, sulla sicurezza alimentare dell’Europa.

Leliminazione dell’articolo 27 bis lascia gli agricoltori completamente esposti ai costi aggiuntivi generati dal CBAM, anche in circostanze eccezionali in cui i prezzi dei fertilizzanti sono già alle stelle. Ciò è particolarmente allarmante dato che i fertilizzanti rimangono tra i maggiori costi di produzione per l’agricoltura europea e, per molti agricoltori che coltivano seminativi, rappresentano la singola voce di spesa più consistente. Senza la possibilità di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di gravi perturbazioni del mercato, il CBAM rischia di aggravare le crisi invece di attenuarne l’impatto.

Ciò che rende questa decisione particolarmente deludente è che erano disponibili soluzioni equilibrate. Sarebbe stato del tutto possibile preservare gli obiettivi di sostegno alla decarbonizzazione e alla competitività dell’industria europea dei fertilizzanti, introducendo al contempo una misura di salvaguardia mirata e temporanea per gli agricoltori in caso di crisi. Un approccio di questo tipo avrebbe rafforzato la resilienza dell’intera filiera agroalimentare senza compromettere gli obiettivi a lungo termine del CBAM.

La proposta avanzata di includere i cereali destinati all’esportazione nel fondo temporaneo per la decarbonizzazione non sarebbe altro che un palliativo. Ne beneficerebbero solo i cereali orientati all’esportazione, lasciando la maggior parte del mercato interno delle colture dell’UE senza sostegno per compensare gli effetti del CBAM. Inoltre, il fondo è destinato a durare solo due anni, mentre il CBAM è un meccanismo permanente i cui costi dovrebbero aumentare progressivamente fino al 2034.

L’auspicio è che il Parlamento europeo possa correggere con urgenza questa decisione durante la prossima votazione in plenaria. Infatti, può ancora ripristinare una clausola di salvaguardia credibile e operativa che protegga gli agricoltori europei nel momento in cui ne hanno più bisogno, preservando al contempo le ambizioni industriali dell’UE.