Il presidente è stato rieletto a Roma, durante la due dell'assemblea di Confcooperative Agroalimentare e pesca
Raffaele Drei è stato nominato presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca durante l’assemblea nazionale svoltasi a Roma, alla quale hanno partecipato 250 delegati provenienti da tutta Italia, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. L’evento ha avuto anche una forte dimensione europea, con l’intervento del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e una tavola rotonda che ha coinvolto il responsabile dell’ufficio UE e relazioni estere di Confcooperative, Leonardo Pofferi, insieme alla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e agli eurodeputati Cristina Guarda e Dario Nardella.
Nel corso della giornata, Drei ha sottolineato l’importanza di garantire, a livello europeo, risorse adeguate e stabili per la politica agricola, anche nell’ipotesi di un fondo unico, assicurando una Politica Agricola Comune forte e orientata alla competitività delle filiere agroalimentari. Tra le principali richieste figurano il potenziamento degli interventi settoriali, la creazione di un sistema efficace di gestione del rischio e il sostegno alla ricerca e all'innovazione. Per quanto riguarda la pesca, la federazione ha ribadito la necessità di proseguire nella riforma della Politica Comune della Pesca, superando un modello attuale incapace di bilanciare aspetti ambientali, economici e sociali. È stato inoltre evidenziato il rischio di una significativa riduzione delle risorse nel Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, sottolineando l’esigenza di rifinanziare il Fondo di Solidarietà Nazionale della Pesca e dell’Acquacoltura.
Tra i temi cardine dell’assemblea è emersa anche la questione del ricambio generazionale. Negli ultimi cinque anni, il 63% delle cooperative agricole e della pesca ha accolto nuovi soci under 40, anche se in oltre la metà dei casi si tratta di passaggi generazionali all’interno delle famiglie. La partecipazione dei giovani ai processi decisionali resta limitata, risultando significativa solo nel 18% delle cooperative. Tuttavia, il loro contributo in termini di innovazione è considerato rilevante o molto rilevante dal 69% delle imprese. Drei ha infine evidenziato come la cooperazione possa diventare un importante strumento di politiche attive per i giovani, indicando nella burocrazia della Politica Agricola Comune uno dei principali ostacoli all’accesso ai sostegni disponibili.