Il carburante rimane una delle voci di costo operativo più rilevanti per la flotta, con molte imbarcazioni che faticano a coprire i costi delle battute di pesca. L’attività viene già ridotta o rinviata, i margini si stanno erodendo e la redditività di imprese altrimenti solide è sempre più a rischio.
Come in molti settori della pesca europea, la retribuzione dei pescatori è direttamente legata al ricavo netto generato da ciascuna battuta di pesca. L’aumento dei costi del carburante costringe i pescatori a subire una riduzione diretta e drastica del loro reddito netto, peggiorando le condizioni retributive e minacciando la conservazione dei posti di lavoro nelle comunità costiere, in una situazione in cui il settore è già poco attraente. Europêche e l’ETF sono particolarmente preoccupati dal fatto che l’attuale quadro temporaneo per gli aiuti di Stato relativo alla crisi in Medio Oriente scada il 31 dicembre 2026, mentre molti regimi di sostegno nazionali terminano ancora prima. Il sostegno deve rimanere disponibile fintantoché i prezzi eccezionali del carburante continueranno a incidere sulle operazioni di pesca.
Javier Garat, presidente di Europêche, ha dichiarato: «Il settore della pesca non può assorbire a tempo indeterminato l’aumento eccezionale dei costi del carburante. Esortiamo la Commissione a prorogare il quadro temporaneo e a garantire che il sostegno non venga interrotto fintanto che la crisi persiste».
In una lettera indirizzata alla Commissione europea, Europêche e l’ETF hanno quindi chiesto un intervento urgente per garantire la continuità del sostegno oltre le attuali scadenze. In particolare, le parti sociali chiedono alla Commissione di consentire agli Stati membri di prorogare i regimi esistenti attraverso una procedura rapida e di rafforzare la base giuridica degli aiuti, al fine di porre il sostegno futuro su basi più solide che riconoscano la natura eccezionale e la gravità della crisi attuale.
Juan Manuel Trujillo, presidente della Sezione Pesca dell’ETF, ha dichiarato: «I costi elevati e persistenti del carburante rappresentano un rischio concreto per l’occupazione e le comunità costiere. Se non si interviene per contrastare questi elevati costi del carburante, i pescatori si ritroveranno senza una fonte di reddito affidabile e senza posti di lavoro stabili».
Il quadro normativo dovrebbe mantenere la possibilità di compensare i costi aggiuntivi verificati del carburante senza un limite massimo complessivo e di applicare massimali di aiuto semplificati per imbarcazione, anziché per impresa. Saranno inoltre necessari ulteriori finanziamenti dell’UE e una rapida riprogrammazione delle risorse disponibili negli Stati membri, dove i fondi esistenti sono già stati impegnati o esauriti.
Il sostegno a breve termine per il carburante deve andare di pari passo con investimenti a più lungo termine nell’efficienza energetica, nell’ammodernamento dei motori e nei carburanti a basse emissioni. Tuttavia, questi investimenti non possono far fronte alla pressione finanziaria immediata causata dagli attuali prezzi del carburante.