Nel contesto della revisione del General Block Exemption Regulation (GBER), Confcooperative ha partecipato alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea, presentando una serie di proposte volte a rafforzare il ruolo dell’economia sociale all’interno delle politiche europee sugli aiuti di Stato.
Il GBER rappresenta uno strumento centrale per consentire agli Stati membri di sostenere investimenti strategici senza dover ricorrere a lunghe procedure di notifica preventiva. La sua revisione si inserisce in un momento cruciale, segnato dalla necessità di accelerare le transizioni verde e digitale e di consolidare la coesione sociale ed economica dell’Unione.
In questo quadro, Confcooperative — principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo italiano — ha accolto positivamente l’iniziativa della Commissione, sottolineando tuttavia la necessità di un aggiornamento delle regole che tenga maggiormente conto delle specificità dell’economia sociale.
Tra le principali proposte avanzate, emerge la revisione della definizione di “impresa sociale”. In particolare, si propone di rafforzarne il carattere collettivo, evidenziando elementi distintivi come la governance partecipativa e democratica, la gestione trasparente e l’orientamento al beneficio della comunità o dei membri. L’obiettivo è riconoscere pienamente il valore aggiunto di questi modelli imprenditoriali rispetto alle imprese tradizionali.
Un ulteriore punto riguarda la definizione di “occupazione protetta”, per la quale si propone l’introduzione di una soglia minima del 30% di lavoratori con disabilità. Questa modifica mira a rendere più chiaro e uniforme il perimetro delle imprese che operano nell’inclusione lavorativa.
Particolare attenzione è inoltre dedicata all’introduzione di una nuova categoria: le “imprese sociali di inserimento lavorativo” (WISE), definite come operatori economici che perseguono l’integrazione sociale e professionale di persone svantaggiate, garantendo che almeno il 30% dei lavoratori appartenga a queste categorie.
Nel complesso, il contributo di Confcooperative punta a rendere il GBER uno strumento più efficace nel sostenere modelli economici inclusivi e sostenibili, in linea con il Piano d’Azione per l’Economia Sociale e con il Pilastro europeo dei diritti sociali.
La revisione del regolamento rappresenta quindi un’opportunità strategica per valorizzare il ruolo delle imprese cooperative e sociali nella costruzione di un’Europa più equa, resiliente e competitiva.