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Revisione del regolamento sull’agricoltura biologica: il voto della commissione AGRI del Parlamento europeo apre la strada ai negoziati in sede di trilogo ed evita pericolosi ritardi

martedì 28 luglio 2026

La produzione di cereali europei registra un calo dopo la ripresa dello scorso anno, mentre quella di semi oleosi e colture proteiche mantiene un andamento positivo

Gli esperti dei gruppi di lavoro del Copa Cogeca sui cereali, i semi oleosi e le colture proteiche prevedono che il 2026 sarà un anno più difficile per il settore cerealicolo dell’UE, mentre per i semi oleosi si prevede un altro raccolto abbondante e per le colture proteiche si prevede che manterranno il loro slancio positivo nonostante le rese inferiori

Si prevede che la produzione cerealicola dell’UE-27 raggiunga circa 264 milioni di tonnellate nel 2026, con un calo del 6,6% rispetto al 2025. Sebbene la superficie coltivata a cereali dovrebbe ridursi solo marginalmente per la maggior parte delle colture, le rese inferiori in gran parte dell’UE e una significativa riduzione della superficie coltivata a mais stanno pesando sulle prospettive di produzione dopo la ripresa registrata lo scorso anno. Questa situazione è in parte legata all’attuale crisi dei fertilizzanti, anche se il suo impatto sul raccolto del 2026 dovrebbe rimanere limitato rispetto agli effetti molto più marcati previsti per il prossimo anno.

Si prevede che la produzione totale di frumento diminuisca del 4,2%, con un calo del 4,3% per il frumento tenero e del 2,1% per il frumento duro. La produzione di orzo dovrebbe diminuire del 3,5%, mentre quella di mais dovrebbe registrare il calo più marcato (-13,9%), dovuto principalmente a una riduzione del 15,2% della superficie seminata, nonostante rese sostanzialmente stabili, tranne che in Francia, Ungheria e Spagna.

Tra gli altri cereali, la produzione di segale dovrebbe diminuire del 4,0%, poiché il miglioramento delle rese è più che compensato da una riduzione della superficie coltivata. La produzione di avena dovrebbe diminuire del 9,3%, mentre anche quella di triticale dovrebbe registrare un calo moderato. Nel complesso, l’andamento rimane molto disomogeneo tra gli Stati membri: alcune regioni beneficiano di condizioni di crescita favorevoli, mentre altre continuano a dover affrontare siccità persistente, stress termico e carenze idriche, che riducono il potenziale di resa, in particolare in Spagna e Ungheria.

Sebbene il raccolto di cereali del 2026 dovrebbe rimanere al di sopra dei livelli registrati durante i raccolti difficili degli ultimi anni, esso segna un netto passo indietro rispetto alla ripresa osservata nel 2025. Ciò evidenzia ancora una volta la crescente vulnerabilità della produzione cerealicola europea alla volatilità climatica e sottolinea l’importanza di mantenere la competitività degli agricoltori e il loro accesso a strumenti di produzione efficaci.

Per quanto riguarda i semi oleosi, le prospettive per il 2026 sono particolarmente incoraggianti, con una produzione totale dell’UE-27 che dovrebbe raggiungere i 33,3 milioni di tonnellate, in aumento del 6,8% rispetto al 2025. La superficie complessiva coltivata a semi oleosi dovrebbe espandersi del 6,6%, mentre le rese medie rimangono sostanzialmente stabili. Tuttavia, la grave ondata di caldo di fine giugno, seguita dagli eventi meteorologici estremi degli ultimi giorni, in particolare piogge intense e grandine, potrebbe aver ridotto significativamente le rese in alcuni paesi, in particolare in Germania.

Si prevede che la produzione di colza aumenti del 6,4%, sostenuta da una maggiore superficie coltivata, mentre quella di girasole dovrebbe registrare la crescita più forte (+11,2%), trainata sia dall’espansione della superficie coltivata che dal miglioramento delle rese. Al contrario, si prevede che la produzione di soia diminuisca del 4,3%, a causa delle rese inferiori nonostante un leggero aumento della superficie coltivata. Come per i cereali, le prospettive variano notevolmente da uno Stato membro all’altro, a seconda delle condizioni meteorologiche e delle circostanze agronomiche locali.

Le colture proteiche continuano a mostrare prospettive positive nel 2026. Si prevede che la produzione dell’UE-27 raggiunga i 4,0 milioni di tonnellate, con un aumento del 5,0% rispetto al 2025. Questa crescita è trainata principalmente da una significativa espansione della superficie coltivata, che compensa ampiamente le rese medie più basse. Si prevede che la produzione di piselli aumenti del 4,3%, quella di fagioli del 7,2%, mentre la produzione di lupini dovrebbe diminuire del 7,0% a causa di un marcato calo delle rese, nonostante una superficie coltivata più estesa.  

Sebbene le attuali previsioni rimangano nel complesso positive per i semi oleosi e le colture proteiche e la produzione di cereali dovrebbe mantenersi a un livello soddisfacente nonostante il calo, il raccolto non è ancora garantito. Ondate di calore persistenti, siccità prolungata o condizioni meteorologiche avverse durante la fase di riempimento dei chicchi e la raccolta negli Stati membri in cui la raccolta è ancora in corso potrebbero ancora incidere sulle rese finali. Rimane quindi essenziale un attento monitoraggio delle condizioni delle colture in tutta l’UE, poiché le prossime settimane saranno decisive per determinare l’esito finale del raccolto del 2026.