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Dal prezzo più basso agli appalti pubblici strategici: un cambiamento positivo nella dottrina della Commissione in materia di agricoltura

mercoledì 9 settembre 2026

Dal prezzo più basso agli appalti pubblici strategici: un cambiamento positivo nella dottrina della Commissione in materia di agricoltura

La proposta della Commissione europea, resa nota oggi, volta a riformare il quadro normativo dell’UE in materia di appalti pubblici segna un potenziale cambiamento nel modo in cui l’Europa impiega la spesa pubblica, in particolare nel settore alimentare

Per oltre un decennio, gli appalti pubblici dell’UE hanno operato in gran parte nel quadro stabilito dalle direttive del 2014. Sebbene tali norme abbiano contribuito a definire procedure comuni e a promuovere la concorrenza nel Mercato Unico, il contesto in cui sono state concepite è cambiato radicalmente. La nuova realtà geopolitica ed economica dell’Europa ha reso necessario un chiaro cambiamento di dottrina.

L’Europa si trova ad affrontare instabilità geopolitica, catene di approvvigionamento interrotte, crescenti dipendenze strategiche e un’intensa concorrenza globale. Allo stesso tempo, l’UE sta giustamente cercando di rafforzare la propria competitività e autonomia strategica. Gli appalti pubblici, che rappresentano una quota significativa dell’attività economica, non possono più essere considerati esclusivamente come un processo amministrativo volto ad assicurarsi beni e servizi al minor costo.

Ciò vale in particolare per i prodotti alimentari. Le autorità pubbliche acquistano quantità significative di prodotti alimentari e servizi di ristorazione per scuole, ospedali, case di cura, istituzioni pubbliche e altre strutture. Esse hanno quindi un ruolo importante da svolgere nel mantenimento di una base produttiva alimentare europea resiliente. In un momento in cui alle nostre aziende agricole e alle nostre cooperative viene chiesto di dare l’esempio a tutti i livelli, il crescente divario rispetto a norme obsolete in materia di appalti pubblici è diventato sempre più difficile da giustificare.

Per tutto ciò, la proposta della Commissione è importante, il riconoscimento esplicito della necessità di una remunerazione equa per gli agricoltori in particolare. Positivo anche il maggiore riconoscimento dei sistemi di qualità, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica, insieme ai requisiti in materia di benessere degli animali. Queste disposizioni possono contribuire a garantire che gli appalti pubblici sostengano meglio i prodotti agricoli e alimentari locali europei, offrendo al contempo un maggiore valore aggiunto alle autorità pubbliche e ai cittadini.