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Economia sociale e lotta alla povertà: il nuovo ruolo strategico dell’Europa

martedì 26 maggio 2026

Economia sociale e lotta alla povertà: il nuovo ruolo strategico dell’Europa

L’Unione Europea ha compiuto un passo storico adottando, il 6 maggio 2026, la prima strategia europea contro la povertà. Un’iniziativa che riconosce ufficialmente come la povertà non sia solo una questione economica, ma una sfida sociale, democratica e territoriale che riguarda milioni di cittadini europei. In questo scenario, l’economia sociale emerge come uno degli strumenti più concreti ed efficaci per costruire inclusione, occupazione e coesione sociale.

Secondo i dati della Commissione Europea, circa 93 milioni di persone nell’UE — quasi un europeo su cinque — sono oggi a rischio di povertà o esclusione sociale. Ancora più allarmante è il dato relativo ai minori: un bambino su quattro vive in condizioni di vulnerabilità economica e sociale.

L’economia sociale come risposta concreta

Nel dibattito europeo, il ruolo dell’economia sociale sta diventando sempre più centrale. Cooperative, imprese sociali, associazioni, fondazioni e organizzazioni mutualistiche rappresentano infatti un modello economico che mette al centro le persone e il benessere collettivo, piuttosto che il solo profitto.

Le organizzazioni dell’economia sociale contribuiscono in particolare a:

  • creare occupazione inclusiva per persone vulnerabili;
  • offrire servizi essenziali accessibili;
  • favorire l’integrazione sociale e lavorativa;
  • contrastare l’emarginazione abitativa;
  • promuovere comunità più resilienti e partecipative.

Non si tratta soltanto di assistenza sociale: il modello dell’economia sociale punta a generare autonomia, empowerment e partecipazione attiva.

La nuova strategia europea contro la povertà

La nuova EU Anti-Poverty Strategy rappresenta la prima strategia organica dell’UE dedicata alla lotta contro la povertà. L’obiettivo dichiarato è ridurre entro il 2030 almeno 15 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione sociale e contribuire all’eradicazione della povertà entro il 2050.

La strategia si basa su tre pilastri principali:

1. Affrontare la povertà lungo tutto l’arco della vita

La Commissione Europea propone misure rivolte a bambini, giovani, lavoratori precari e anziani, con particolare attenzione alla lotta contro la povertà infantile e al sostegno all’occupazione inclusiva.

2. Contrastare le cause strutturali della povertà

Tra le priorità emergono il diritto all’abitare, l’accesso ai servizi essenziali e la lotta alle discriminazioni. Una delle novità più significative è la proposta di una raccomandazione europea contro l’esclusione abitativa e la homelessness.

3. Rafforzare governance e collaborazione

La strategia prevede il coinvolgimento di enti locali, organizzazioni della società civile, imprese e attori dell’economia sociale attraverso nuove piattaforme di cooperazione e coordinamento.

Perché l’economia sociale sarà decisiva

L’economia sociale viene riconosciuta sempre più come un partner strategico delle istituzioni europee. La sua forza risiede nella capacità di coniugare sviluppo economico e impatto sociale, costruendo modelli più sostenibili e inclusivi.

Molte delle sfide evidenziate dalla strategia europea — lavoro povero, accesso alla casa, esclusione sociale, servizi territoriali insufficienti — sono ambiti nei quali cooperative e imprese sociali operano già da anni con risultati concreti.

Inoltre, il radicamento territoriale dell’economia sociale permette di creare risposte personalizzate, vicine alle comunità locali e capaci di favorire partecipazione e fiducia sociale, due elementi fondamentali in una fase storica segnata da crescenti disuguaglianze e tensioni sociali.

Una sfida europea che riguarda tutti

La lotta alla povertà non può essere affrontata solo attraverso misure emergenziali o trasferimenti economici. La nuova strategia europea evidenzia la necessità di costruire un modello sociale più equo, inclusivo e sostenibile.

In questo percorso, l’economia sociale non rappresenta un settore marginale, ma una componente essenziale della trasformazione economica e sociale dell’Europa.

La sfida sarà trasformare gli obiettivi europei in azioni concrete nei territori, rafforzando il dialogo tra istituzioni, comunità locali e organizzazioni dell’economia sociale. Perché contrastare la povertà significa anche creare opportunità, dignità e partecipazione per milioni di cittadini europei.