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Economia sociale europea: il 2025 segna una fase di consolidamento politico e crescita internazionale

venerdì 22 maggio 2026

Economia sociale europea: il 2025 segna una fase di consolidamento politico e crescita internazionale

Il 2025 è stato un anno di forte consolidamento per l’economia sociale europea. A confermarlo è il nuovo rapporto annuale di Social Economy Europe (SEE), che fotografa un ecosistema sempre più riconosciuto dalle istituzioni UE come leva strategica per competitività, inclusione sociale e transizione sostenibile.

Secondo il report, l’economia sociale in Europa rappresenta oggi circa 4,3 milioni di imprese e organizzazioni, coinvolge oltre 11 milioni di lavoratori e mobilita modelli economici basati su partecipazione democratica, reinvestimento degli utili e impatto sociale.

Un anno di svolta politica a Bruxelles

Uno degli elementi centrali del 2025 è stato il rafforzamento del dialogo politico tra le organizzazioni dell’economia sociale e le istituzioni europee.

Social Economy Europe ha intensificato il confronto con la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri per garantire continuità al Social Economy Action Plan e inserire stabilmente l’economia sociale nelle principali strategie industriali, sociali e ambientali dell’UE.

Il rapporto sottolinea come il 2025 sia stato anche un anno cruciale di transizione istituzionale dopo le elezioni europee, con l’avvio di un nuovo ciclo politico comunitario. In questo contesto, SEE ha lavorato per far sì che l’economia sociale restasse una priorità trasversale nelle nuove politiche europee.

Il Manifesto europeo per l’economia sociale

Tra le iniziative più importanti lanciate nel corso dell’anno emerge il Manifesto “Towards an Action Plan 2.0 for the Social Economy”, promosso in vista della nuova legislatura europea.

Il documento propone una seconda fase del Piano d’Azione europeo, chiedendo:

  • maggior accesso ai finanziamenti europei;
  • regole sugli aiuti di Stato più favorevoli;
  • appalti pubblici socialmente responsabili;
  • strumenti dedicati alla transizione verde e digitale delle imprese sociali;
  • maggiore riconoscimento dell’economia sociale nelle politiche industriali europee.

Secondo SEE, il nuovo mandato europeo rappresenta un’opportunità decisiva per passare da iniziative sperimentali a una vera strategia strutturale europea per l’economia sociale.

Cresce il ruolo internazionale dell’economia sociale

Il rapporto evidenzia anche il crescente protagonismo internazionale dell’Europa nel promuovere modelli economici alternativi orientati all’impatto sociale.

Nel 2025 SEE ha rafforzato la collaborazione con organizzazioni internazionali come l’OCSE, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e le Nazioni Unite, contribuendo alla diffusione globale delle politiche per l’economia sociale.

Particolare attenzione è stata dedicata all’attuazione della risoluzione ONU del 2023 sull’economia sociale e solidale, considerata un passaggio storico per il riconoscimento internazionale del settore.

Focus su giovani, competenze e transizione verde

Un altro asse strategico del 2025 riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni e lo sviluppo di competenze per la transizione ecologica e digitale.

SEE ha promosso iniziative dedicate all’imprenditoria giovanile sociale, alla formazione e allo sviluppo di nuove competenze professionali, evidenziando come cooperative e imprese sociali possano contribuire alla creazione di lavoro di qualità e inclusivo.

Il rapporto sottolinea inoltre il ruolo dell’economia sociale nella lotta al cambiamento climatico, attraverso:

  • comunità energetiche;
  • economia circolare;
  • filiere locali sostenibili;
  • servizi di welfare territoriale.

Una rete europea sempre più ampia

Nel corso del 2025 Social Economy Europe ha ampliato ulteriormente la propria rete associativa e le collaborazioni con organizzazioni nazionali, cooperative, mutue, fondazioni e imprese sociali in tutta Europa.

Tra gli obiettivi dichiarati:

  • rafforzare la rappresentanza politica del settore;
  • migliorare l’accesso alle politiche europee;
  • creare maggiore coordinamento tra i diversi ecosistemi nazionali dell’economia sociale.

Verso una nuova fase dell’economia sociale europea

Il rapporto annuale 2025 di Social Economy Europe mostra chiaramente come l’economia sociale stia entrando in una nuova fase di maturità politica e istituzionale.

Non più solo settore legato all’inclusione sociale o al terzo settore, ma componente strategica delle politiche industriali, della transizione ecologica e della resilienza economica europea.

Le sfide restano importanti — accesso ai finanziamenti, semplificazione normativa, riconoscimento giuridico e sviluppo delle competenze — ma il 2025 sembra aver consolidato un dato ormai evidente: l’economia sociale è sempre più al centro del futuro progetto europeo.