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Economia sociale verso il 2027

lunedì 28 settembre 2026

Economia sociale verso il 2027

L'economia sociale e solidale rafforza la propria presenza nell'agenda delle Nazioni Unite. Il 25 settembre, a New York, ministri e rappresentanti governativi provenienti da diverse aree del mondo si sono riuniti per Advancing the Social and Solidarity Economy, incontro dedicato alle prospettive della cooperazione internazionale sul settore. Al centro del confronto, la necessità di dare seguito agli impegni assunti negli ultimi anni e di preparare una nuova fase dell’iniziativa politica in sede ONU, con la prospettiva di una terza Risoluzione dell’Assemblea generale nel 2027.

La discussione ha preso le mosse dal nuovo rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite sull’attuazione della Risoluzione 79/213, adottata nel dicembre 2024. Il documento, il secondo predisposto dall’ONU sull’economia sociale e solidale, verifica i progressi compiuti dagli Stati e dalle istituzioni internazionali e segnala una sempre maggiore centralità normativa e politica per l’economia sociale e solidale. Allo stesso tempo, rileva forti differenze nella capacità di tradurre questo riconoscimento in misure effettive. Il rapporto, pertanto, ha costituito la base per un dibattito più vasto sulle priorità da portare avanti a livello internazionale.

Una parte centrale della riunione è stata dedicata al Group of Friends on the Social and Solidarity Economy, nato nel giugno 2026 presso l’Organizzazione internazionale del lavoro. Co-presieduto da Brasile e Senegal, il gruppo mette in collegamento governi di diverse regioni del mondo per favorire lo scambio di esperienze e coordinare l’iniziativa sull’economia sociale nelle sedi multilaterali. L'Italia figura tra i membri fondatori, inserendo così il proprio impegno in un confronto internazionale che mette in relazione approcci ed esperienze maturati in contesti differenti.

Nel dialogo ministeriale è emersa soprattutto la necessità di dare seguito sul piano nazionale agli impegni già assunti: dalle regole applicabili al settore all’accesso alla finanza, fino alla disponibilità di dati che consentano di valutarne dimensioni e impatto. La Risoluzione 79/213 chiama inoltre le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali a tenere maggiormente conto dell’economia sociale nelle proprie attività.

Per il movimento cooperativo, quanto sta avvenendo in sede ONU ha un interesse diretto. Le cooperative sono espressamente comprese nella definizione internazionale di economia sociale e solidale, insieme ad altre realtà accomunate dalla prevalenza delle persone e della finalità sociale sul capitale e da forme di governance democratica o partecipativa. La loro presenza nella definizione adottata a livello internazionale consente di portare nel dibattito multilaterale questioni che riguardano concretamente lo sviluppo dell’impresa cooperativa, a partire dall’accesso agli strumenti finanziari e dalle politiche per il lavoro.

Il passaggio successivo potrebbe arrivare nel 2027. Tra gli obiettivi indicati per l’incontro del 25 settembre figura, infatti, una terza Risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale, dopo quelle approvate nel 2023 e nel 2024. Un nuovo testo permetterebbe di fare il punto sui progressi compiuti e di definire le priorità della cooperazione internazionale per gli anni successivi.