Il Comitato economico e sociale europeo ( CESE ) avverte che l'aumento marginale proposto dalla Commissione europea per il volume del Quadro finanziario pluriennale (QFP) è insufficiente e sottolinea la necessità di un aumento sostanziale delle risorse. Lo afferma il parere ECO/682 sul QFP 2028-2034 , adottato nella sessione plenaria del CESE del 22 gennaio, con i relatori Dominika Biegon, Konstantinos Diamantouros e Luca Jahier. Il parere è stato approvato con 209 voti favorevoli, 5 contrari e 4 astensioni.
Nello stesso parere, il CESE si oppone fermamente alla proposta di riduzione dei finanziamenti destinati alla politica di coesione e alla politica agricola comune (PAC), sottolineando che tali tagli comprometterebbero l'efficacia delle politiche dell'UE, che si sono dimostrate efficaci nel raggiungimento degli obiettivi dell'Unione.
Il CESE si oppone inoltre al progetto di accorpare le risorse per la politica di coesione, il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), la PAC, la pesca, la migrazione e la sicurezza in un unico fondo, così come è stato concepito attualmente. Ritiene che questo cambiamento strutturale potrebbe creare conflitti distributivi, poiché gli obiettivi di coesione, sviluppo sociale e sviluppo rurale potrebbero essere messi in secondo piano da priorità a breve termine in materia di sicurezza e migrazione.
Ciò indebolirebbe i beneficiari finali, tra cui le cooperative e l'economia sociale, che dipendono da una pianificazione sicura e da strutture di finanziamento stabili. Il CESE sostiene una revisione approfondita e strutturale dell'architettura "multifondo" per garantire prevedibilità e autonomia dei programmi di spesa più importanti.
Il CESE sottolinea inoltre che gli stanziamenti per le politiche sociali devono essere solidi ed efficaci per garantire l'effettiva inclusione dei gruppi vulnerabili, come i giovani che hanno difficoltà ad accedere al mercato del lavoro e all'alloggio, o i lavoratori disoccupati a causa delle accelerazioni delle trasformazioni economiche.
In linea con le esigenze del cooperativismo e dell'economia sociale europea
Con questo nuovo parere, il CESE si allinea alle richieste del cooperativismo e dell'economia sociale europea, che nell'ultimo anno hanno chiesto un aumento dei fondi per il nuovo QFP, nonché il mantenimento della PAC e del FSE+ per consolidare le innumerevoli azioni di coesione sociale e di sviluppo territoriale realizzate con queste risorse.
Il parere riflette un approccio integrativo, in cui la partecipazione delle organizzazioni dei lavoratori, dei datori di lavoro e della società civile (componenti del CESE) è ritenuta essenziale per elaborare un bilancio che non solo sostenga le principali priorità politiche dell'UE, ma risponda anche, dal basso verso l'alto, alle esigenze dei cittadini europei.
I rappresentanti della società civile del CESE hanno sottolineato che senza un QFP ambizioso e adeguatamente finanziato, l'UE rischia di perdere credibilità agli occhi dei suoi cittadini, soprattutto in un momento in cui le sfide economiche e sociali sono sempre più complesse.
Fase di negoziazione intensa
Sebbene il parere del CESE non sia vincolante, la sua adozione in seduta plenaria rafforza il dibattito parlamentare e le discussioni con la Commissione europea e il Consiglio sulla progettazione definitiva del QFP 2028-2034.
La Commissione europea e il Parlamento devono ora prendere in considerazione questi contributi durante la fase di negoziazione interistituzionale che precede l'adozione formale del QFP, un processo che sarà fondamentale per definire le politiche di bilancio dell'UE per i prossimi sette anni.