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Il Forum multilaterale delle Nazioni Unite sullo sviluppo sociale sottolinea il ruolo delle cooperative come catalizzatori dello sviluppo

giovedì 26 febbraio 2026

Il Forum multilaterale delle Nazioni Unite sullo sviluppo sociale sottolinea il ruolo delle cooperative come catalizzatori dello sviluppo

La 64a sessione della Commissione per lo sviluppo sociale (CSocD64) , tenutasi lo scorso 9 febbraio presso la sede delle Nazioni Unite a New York, ha evidenziato l'urgenza di adottare un approccio che coinvolga l'intero governo e l'intera società per sradicare la povertà, promuovere un lavoro dignitoso per tutti e favorire l'inclusione sociale, come ribadito dalla Dichiarazione politica di Doha, pubblicata a novembre durante il secondo Vertice mondiale per lo sviluppo sociale, che pone le cooperative al centro come uno dei modelli capaci di guidare il cambiamento.

Nel corso del Multistakeholder Forum si è tenuto un panel che, moderato da Jeroen Douglas, Direttore generale dell'International Cooperative Alliance (ICA), ha analizzato diverse opzioni di finanziamento per lo sviluppo, nonché il ruolo della responsabilità nel governo e nella società e come includere più deliberatamente le cooperative nelle agende sociali ed economiche nazionali.

I partecipanti hanno condiviso esempi pratici di come le cooperative possono contribuire a un mondo migliore creando posti di lavoro, costruendo società inclusive e affrontando le cause profonde della povertà, sebbene abbiano sottolineato che è necessario un maggiore sostegno governativo e sociale per aumentare il loro impatto.

Douglas ha affermato che la Dichiarazione di Doha non è "solo un altro documento", ma "un piano per le persone", riconoscendo che la giustizia sociale e l'eliminazione della povertà sono possibili solo attraverso un approccio che coinvolga l'intera società, e ha ricordato che l'ICA promuove un passaggio dagli aiuti tradizionali verso modelli di investimento basati sulla resilienza, evidenziando esempi come le cooperative di risparmio e credito che raggiungono aree remote, i meccanismi finanziari cooperativi che mobilitano il capitale in modo etico e la rete Coop Exchange per facilitare l'accesso ai finanziamenti.

Nelle sue conclusioni, Douglas ha individuato tre pilastri fondamentali: lo sviluppo basato sulla dignità, la democratizzazione dei dati e il riconoscimento delle cooperative come infrastrutture economiche permanenti, insistendo sul fatto che non si debbano finanziare solo progetti temporanei, ma che si debba investire in movimenti duraturi.

Supporto internazionale

Tra i partecipanti al dibattito, Nicolas Roguet, del Canton Ginevra, ha sottolineato l'importanza di diversificare i finanziamenti, mettendo in guardia dalle sfide derivanti dalla riduzione delle risorse pubbliche e dalla necessità di cofinanziamenti privati. Ha inoltre sottolineato l'importanza della partecipazione dei cittadini secondo il principio "Niente su di noi senza di noi".

La rappresentante della Turchia, Nihal Janset Güven, ha risposto che la strategia del suo Paese contro la povertà si basa sul non lasciare indietro nessuno e sul coordinamento multilaterale che integra governo centrale, autorità locali, società civile e settore privato, e ha invitato i partecipanti a non trascurare i sistemi digitali e l'emancipazione delle donne in questa equazione.

Da parte sua, Amy Niang, dell'Africa Institute, ha avvertito che l'approccio globale sarà efficace solo se ci saranno quadri giuridici solidi che consentano ai cittadini di difendere i propri diritti, e ha aggiunto che l'economia informale contiene già sistemi avanzati di protezione sociale che devono essere collegati ai sistemi formali senza comprometterne l'autonomia.

Fabiola da Silva Motta, rappresentante brasiliana, ha sottolineato il ruolo delle cooperative di credito nello sviluppo locale e nella riduzione della povertà, la cui crescita è stata possibile grazie alla collaborazione con il governo.