La coalizione EUFunds4Social , che riunisce 68 reti europee, principalmente del settore dell'economia sociale, e 288 organizzazioni nazionali provenienti da 32 paesi, ha pubblicato una nuova dichiarazione congiunta intitolata "Partire da ciò che funziona: un bilancio UE che sia al servizio delle persone e delle regioni", in cui difende l'importanza di mantenere un bilancio e programmi dell'Unione europea incentrati sulle persone e sui territori.
La sua principale preoccupazione riguarda la proposta di accorpare il Fondo sociale europeo (FSE+), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e altri fondi, operazione che, a suo avviso, potrebbe indebolire l'impatto sociale e territoriale di ciascuno di essi.
La dichiarazione afferma che un solido bilancio sociale è essenziale per garantire una crescita inclusiva e sostenibile in Europa e che il mantenimento di strumenti specifici e ben finanziati consentirà di rispondere meglio alle sfide sociali attuali e future, garantendo al contempo che l'UE rimanga un modello di economia sociale di mercato incentrata sul benessere delle persone.
Secondo le organizzazioni firmatarie, gli investimenti sociali e regionali sono fondamentali per la competitività europea, in quanto promuovono un'occupazione di qualità, migliorano le competenze delle persone, riducono la dipendenza dall'assistenza sociale e rafforzano la coesione sociale.
Tuttavia, come indicato nel testo, l'attuale proposta di bilancio fissa un obiettivo di spesa sociale del 14%, inferiore al livello attuale, il che rappresenta una riduzione in settori essenziali come l'occupazione e la formazione.
La coalizione ha avvertito nel corso dell'ultimo anno che l'accorpamento dei fondi potrebbe diluirne l'orientamento strategico, aumentare la complessità amministrativa e indebolire la responsabilità. Sottolinea inoltre che la centralizzazione del bilancio a livello nazionale potrebbe trasformare questi fondi in strumenti di negoziazione politica, riducendone l'efficacia.
Per questo motivo, le organizzazioni firmatarie chiedono che il FSE e il FESR rimangano fondi indipendenti, con obiettivi, bilanci e regolamenti propri. A loro avviso, il FSE dovrebbe continuare a concentrarsi sulle persone, sostenendo l'occupazione, l'istruzione, l'inclusione sociale e la riduzione della povertà, mentre il FESR dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo regionale, la coesione territoriale e le infrastrutture sociali.
Inoltre, chiedono che entrambi i fondi abbiano bilanci solidi, almeno equivalenti ai livelli attuali e adeguati all'inflazione, e che i finanziamenti siano erogati tramite sovvenzioni anziché prestiti. Ritengono altresì essenziale mantenere obiettivi chiari e vincolanti, nonché tutelare le quote destinate a priorità sociali quali la lotta alla povertà infantile e il sostegno ai gruppi più vulnerabili.
Il documento pubblicato sottolinea inoltre l'importanza di rafforzare l'innovazione sociale e i finanziamenti diretti attraverso programmi specifici, nonché di migliorare il coordinamento tra il FSE e il FESR per massimizzarne l'impatto. Conclude infine affermando la necessità di garantire il rispetto dei diritti fondamentali, rafforzare la partecipazione della società civile e agevolare l'accesso ai fondi europei per le piccole organizzazioni e gli enti non profit.