NEWS

L'economia sociale europea insiste su una riforma degli appalti pubblici per evitare la "corsa al ribasso" che deriva dall'affidamento degli appalti all'offerta più economica

lunedì 30 marzo 2026

L'economia sociale europea insiste su una riforma degli appalti pubblici per evitare la "corsa al ribasso" che deriva dall'affidamento degli appalti all'offerta più economica

Una coalizione di organizzazioni sociali, sindacali e ambientaliste, tra cui "Social Services Europe", RREUSE e ENSIE, ha esortato l'Unione europea a sfruttare la prossima riforma della legislazione sugli appalti pubblici per trasformare il modello economico europeo in uno più sostenibile, equo e competitivo.

In una lettera indirizzata alla Commissione europea, in particolare al vicepresidente esecutivo e commissario per il mercato interno, Stéphane Séjourné, e al responsabile dell'unità per gli appalti pubblici, Henning Ehrenstein, gli enti firmatari – integrati nella rete per lo sviluppo sostenibile negli appalti pubblici – sottolineano che la spesa pubblica rappresenta circa il 16% del PIL dell'UE. Pertanto, ritengono che le modalità di investimento di tali risorse abbiano un impatto decisivo sul tessuto sociale, economico e ambientale del continente.

Il documento evidenzia che il sistema attuale presenta notevoli carenze, come la concorrenza basata esclusivamente sul prezzo più basso, che ha innescato una "corsa al ribasso", con conseguenze negative per la qualità dei servizi, i diritti dei lavoratori e la sostenibilità delle imprese.

In risposta a questa situazione, le organizzazioni propongono cinque riforme chiave. In primo luogo, chiedono che il criterio principale di aggiudicazione sia l'offerta più economicamente vantaggiosa (MEAT), anziché il prezzo più basso, al fine di garantire un miglior rapporto qualità-prezzo e un approccio a lungo termine nell'interesse pubblico.

In secondo luogo, sostengono l'introduzione obbligatoria di criteri sociali e ambientali nelle procedure di appalto. Questi devono garantire salari equi, condizioni di lavoro dignitose e misure di decarbonizzazione, nonché meccanismi di controllo nelle catene di fornitura e limiti al subappalto.

Un'altra priorità evidenziata è quella di agevolare l'accesso dell'economia sociale agli appalti pubblici. Questo settore, che riunisce oltre 4,3 milioni di entità e impiega 11,4 milioni di persone in Europa, secondo l'ultimo rapporto di CIRIEC ed Euricse per la Commissione, svolge un ruolo chiave nella coesione sociale e nell'innovazione inclusiva. Le organizzazioni propongono misure specifiche, come la riserva di appalti per i gruppi vulnerabili, comprese le persone con disabilità.

Inoltre, il testo sottolinea la necessità di allineare gli appalti pubblici ad altre politiche europee esistenti, come il Clean Industrial Deal, il Pilastro europeo dei diritti sociali e le nuove normative in materia di sostenibilità ed economia circolare.

Infine, il documento sottolinea l'importanza di rafforzare i sistemi di monitoraggio e trasparenza. A tale riguardo, gli Stati membri sono invitati a istituire meccanismi obbligatori per la raccolta dei dati e la valutazione d'impatto degli appalti pubblici, al fine di garantire un uso efficiente dei fondi pubblici e il rispetto degli obiettivi sociali e ambientali.

Le organizzazioni firmatarie concludono che la futura riforma rappresenta un'opportunità storica per trasformare gli appalti pubblici in uno strumento strategico al servizio di un'economia europea più resiliente, inclusiva e rispettosa dell'ambiente.