La Commissione europea ha presentato il 15 settembre il Fair Labour Mobility Package, con cui intende rimuovere alcuni degli ostacoli che ancora limitano la mobilità professionale nel mercato unico. Il pacchetto combina la digitalizzazione degli adempimenti, una maggiore portabilità delle qualifiche e il rafforzamento della cooperazione tra le autorità nazionali. Un intervento che interessa anche il sistema cooperativo, tanto sul piano del reclutamento delle professionalità quanto nella gestione del lavoro transfrontaliero.
La mobilità del lavoro continua, di fatti, ad incontrare ostacoli legati al riconoscimento delle qualifiche, alla gestione dei diritti di sicurezza sociale e alla frammentazione degli adempimenti tra gli Stati membri. La Commissione interviene proprio su questi nodi per facilitare l'incontro tra domanda di lavoro e competenze disponibili nel mercato europeo, accompagnando la semplificazione delle procedure con un rafforzamento della cooperazione tra le autorità nazionali.
Tra le principali novità figura lo European Social Security Pass (ESSPASS), destinato a digitalizzare progressivamente i documenti che certificano i diritti di sicurezza sociale nelle situazioni di mobilità. Il sistema partirà dal documento portatile A1, che attesta la legislazione previdenziale applicabile al lavoratore, e comprenderà anche la tessera europea di assicurazione malattia. I documenti potranno essere conservati e presentati attraverso il portafoglio europeo di identità digitale e verificati direttamente dalle amministrazioni competenti.
Per i datori di lavoro, la semplificazione investe soprattutto il rapporto tra l'A1 e la futura e-declaration per il distacco dei lavoratori. Bruxelles intende far convergere le informazioni richieste dalle due procedure e, negli Stati membri che aderiranno al sistema, a consentirne la trasmissione attraverso un portale europeo comune e multilingue. Làapplicazione del principio once only dovrebbe così evitare che dati già comunicati a un'amministrazione debbano essere nuovamente forniti per adempiere a obblighi strettamente connessi.
Un altro fronte d’intervento riguarda la portabilità delle competenze e delle qualifiche, attraverso strumenti digitali interoperabili che dovrebbero rendere titoli e competenze più facilmente verificabili e comparabili tra gli Stati membri. Per le professioni regolamentate viene proposta una procedura digitale di riconoscimento, mentre l’estensione dei quadri comuni di formazione dovrebbe ampliare gradualmente le possibilità di riconoscimento automatico. Il primo nuovo quadro previsto riguarda i fisioterapisti.
La questione tocca da vicino una parte del tessuto cooperativo, soprattutto laddove la disponibilità di personale specializzato condiziona l’offerta dei servizi. Procedure di riconoscimento più semplici e rapide possono favorire l’accesso a professionalità formate in altri Stati membri e rendere più agevole il loro inserimento nel mercato del lavoro nazionale.
Alla maggiore fluidità della mobilità si accompagna un intervento sul sistema dei controlli. La revisione del mandato della European Labour Authority (ELA) ne amplia gli strumenti di analisi dei rischi e il sostegno alle ispezioni concertate e congiunte tra amministrazioni nazionali. Viene inoltre chiarito il ruolo dell'Autorità nelle situazioni che coinvolgono lavoratori provenienti da Paesi terzi, una componente crescente dei lavoratori distaccati nell’UE.
La logica del pacchetto è dunque quella di distinguere più nettamente tra complessità amministrativa e presidio delle regole: ridurre gli adempimenti duplicati non significa arretrare sul terreno dei controlli. Al contrario, la Commissione intende concentrare maggiormente l’attività delle autorità sulle situazioni a rischio, contrastando lavoro non dichiarato, sotto-retribuzione e forme elusive che possono produrre distorsioni anche nei confronti delle imprese che applicano correttamente la disciplina europea.
Per il sistema cooperativo, la proposta europea apre una fase da seguire con attenzione. Infatti, la maggiore uniformità delle procedure in materia di qualifiche, distacco e sicurezza sociale può facilitare il ricorso a professionalità disponibili in altri Stati membri, un profilo particolarmente significativo nei comparti segnati dalla carenza di competenze. Al contempo, una cooperazione più efficace tra le autorità nazionali può rafforzare il contrasto alle pratiche irregolari che alterano le condizioni di concorrenza, contribuendo a preservare un quadro più equo per le imprese che operano nel rispetto della disciplina europea.
Le proposte legislative passano ora all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio. Il disegno di revisione della mobilità del lavoro proseguirà nel 2027, quando la Commissione vuole intervenire nuovamente sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale per adeguarne le regole a forme di lavoro sempre più caratterizzate dalla mobilità tra più Stati membri.