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SEE chiede che gli investimenti sociali rimangano una priorità e parte della strategia di difesa dell'UE nel 2026

venerdì 30 gennaio 2026

SEE chiede che gli investimenti sociali rimangano una priorità e parte della strategia di difesa dell'UE nel 2026

Social Economy Europe (SEE) ha pubblicato una lettera in cui definisce le sue priorità e i suoi obiettivi per l'Economia Sociale nel 2026, nonché le principali sfide che il settore si trova ad affrontare in Europa. In un contesto di "gravi minacce economiche e militari da parte di altre superpotenze per la prima volta in oltre 80 anni", come avverte la dichiarazione, "l'UE ha ridefinito le sue priorità, concentrandosi principalmente su difesa e competitività, relegando in secondo piano la giustizia sociale e la sostenibilità".

In questo contesto, l’UE ha anche scelto di rafforzare i settori strategici tradizionali e di ridurre la spesa sociale, una decisione che, secondo SEE , equivale ad affrontare i problemi odierni con le stesse ricette che hanno contribuito a crearli.

Secondo il manifesto , la Commissione europea ha finora dato priorità a un modello economico orientato all'export, con particolare attenzione a settori come quello automobilistico, che genera un fatturato elevato e milioni di posti di lavoro, ma presenta anche elevati livelli di inquinamento e un rischio significativo di delocalizzazione. Al contrario, l'economia sociale, che genera un volume economico simile e impiega direttamente oltre 11 milioni di persone nell'UE, sta ricevendo un sostegno in calo, nonostante il suo comprovato contributo al valore aggiunto sociale.

Per SEE, esistono soluzioni concrete e innovative per apportare un cambiamento positivo in Europa nel 2026, in un momento in cui l'UE ha effettivamente bisogno di essere "più competitiva su scala globale, garantendo al contempo la propria autonomia industriale".

Il documento si concentra su settori strategici quali l'edilizia abitativa, l'energia, la salute, l'assistenza, i sistemi alimentari sostenibili, l'economia circolare e lo spazio digitale europeo, dove l'economia sociale contribuisce a mantenere i prezzi accessibili e a garantire servizi essenziali per società coese. A questo proposito, richiama le parole di Enrico Letta, autore del rapporto sul futuro del Mercato Unico commissionato dal Consiglio Europeo, il quale sostiene che il Mercato Unico è "più di un mercato" e deve integrare esplicitamente inclusione e coesione.

Un forte impegno per le transizioni green e digitale

Anche le transizioni verde e digitale occupano un posto centrale nel documento. Social Economy Europe mette in guardia dall'elevato livello di dipendenza dell'UE dagli Stati Uniti e dalla Cina per materie prime, infrastrutture digitali e software, e sostiene un modello digitale europeo distinto basato sulla sovranità degli individui sull'uso dei propri dati, un'equa ridistribuzione della ricchezza generata e un design democratico orientato al bene comune. Questi elementi, osserva l'organizzazione, sono essenziali non solo per l'innovazione e la produttività, ma anche per la salute mentale collettiva, l'equità economica e la qualità democratica.

Per quanto riguarda la transizione ecologica, il manifesto insiste sul fatto che non debba essere concepita esclusivamente come un obbligo ambientale, ma come un vero e proprio motore economico. L'impegno globale per le energie rinnovabili dimostra, a suo avviso, che lo sviluppo sostenibile è diventato una necessità imprescindibile sia per i governi che per le imprese e che l'UE deve porsi in prima linea prima che sia troppo tardi.

La difesa, la sfida principale

Il testo affronta anche il dibattito sulla difesa europea. Di fronte a uno scenario "in cui gli Stati Uniti non sono più un alleato affidabile", l'UE deve rafforzare la propria capacità di deterrenza, non solo attraverso investimenti militari, ma anche contro attacchi informatici e campagne di disinformazione. Ciononostante, il manifesto sottolinea che la difesa europea deve essere intesa anche come la tutela dei valori sanciti dall'articolo 2 del Trattato UE: dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e diritti umani. Chiede quindi che ogni euro speso per la difesa militare sia corrisposto da un investimento equivalente nella spesa sociale e nel rafforzamento della società civile.

Guardando al futuro, il documento individua il 2026 come un anno chiave, caratterizzato dai negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Con un bilancio UE limitato e bisogni crescenti, Social Economy Europe avverte che questi negoziati saranno decisivi per il successo o il fallimento del progetto europeo. Allo stesso tempo, sostiene che i bilanci nazionali, più flessibili, dovrebbero contribuire a ridurre le crescenti disuguaglianze, evitando che il peso delle politiche di austerità ricada ancora una volta sulle persone più vulnerabili.

Social Economy Europe ribadisce il suo impegno a continuare a sostenere politiche, finanziamenti e investimenti sociali e ambientali ambiziosi. Il manifesto si conclude con un messaggio di speranza: un modello economico positivo, al servizio delle persone, del pianeta e della democrazia, esiste già. Ha semplicemente bisogno di un quadro politico equo e di un forte sostegno per prosperare. Guardando al 2026, l'organizzazione invita tutti gli attori che condividono gli stessi ideali a unire le forze per costruire l'economia di cui l'Europa ha bisogno.