Il gruppo, di matrice agricola, ha svolto una due giorni a Bruxelles organizzata dall'ufficio UE e Relazioni estere di Confcooperative
La delegazione di Confcooperative che ha fatto visita all’ufficio di Bruxelles era di matrice agricola e di provenienza lombarda, rappresentando quasi tutte le province della regione.
La trasferta è iniziata con una prima mattinata presso il CESE, dove ha aperto i lavori il presidente di CECOP, ed ex presidente di Confcooperative Bergamo, Giuseppe Guerini. Guerini ha illustrato le attività e la struttura del CESE, ma anche le tematiche che vengono affrontate come l’Economia sociale, la fiscalità e ovviamente l’agricoltura. Sono intervenuti anche Marco Fusaro, Coordinatore tecnico della delegazione italiana del Comitato delle regioni, e Pierpaolo Piras, Policy Officer della Commissione Risorse Naturali (NAT) del Comitato europeo delle Regioni, per discutere anche della posizione attuale delle regioni, in particolare quelle italiane, dopo che la nuova PAC rinazionalizza pesantemente la politica, lasciando sempre meno spazio al ruolo delle regioni. Infine, Stoyan Tchoukanov, presidente della sezione NAT (agricoltura, sviluppo rurale e ambiente) del CESE, ha spiegato che la sua sezione sta affrontando tematiche tanto care all’agricoltura come la nuova PAC, che nell’opinione del CESE non ha né una struttura né un budget adeguato ad affrontare le crisi attuali e future.
Il gruppo ha poi avuto un breve incontro con il nuovo presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo Pierfrancesco Maran, il quale ha ribadito l’importanza delle tematiche agricole, ma anche di quelle ambientali, in primis le emissioni industriali, su cui la sua commissione sta lavorando. Successivamente, la delegazione si è diretta verso la sede di Bruxelles della Regione Lombardia, dove, dopo la presentazione dei lavori dell'ufficio da parte del Direttore Giuseppe Costa, ha potuto dialogare con gli eurodeputati Massimiliano Salini e Silvia Sardone. Gli eurodeputati hanno espresso solidarietà agli agricoltori nella nuova e difficile riforma della PAC, dove hanno fatto eco nel criticare la scelta della Commissione UE di modificare il budget e condensare le risorse in un Fondo unico. Anche il made in Italy è stato un tema, visto che la delegazione era formata principalmente da allevatori lattiero-caseari specializzati in quasi tutte le DOP lombarde dei formaggi. Gli onorevoli hanno sottolineato come gli accordi commerciali debbano sì aiutare ad aumentare la crescita dei nostri prodotti, ma senza danneggiare altri comparti.
L’ultimo giorno si è svolto all’interno della casa degli agricoltori europei: il Copa Cogeca.
Il Vicesegretario Generale Patrick Pagani ha illustrato la struttura dell’organizzazione e le prossime sfide da affrontare nel 2026. Sicuramente la PAC e il tema dei fitosanitari saranno prioritari, ma anche tematiche sensibili per gli allevatori come il benessere animale e gli accordi commerciali non saranno da meno. Poi, è stato il turno di Lorenzo Marelli del CEJA (l’organizzazione europea dei giovani agricoltori), il quale ha puntato l’attenzione soprattutto sul tema del rinnovo generazionale: questo tema, insieme a quello correlato dello spopolamento, sarà un tema principale se si vuole combattere la crisi del settore e dare un futuro agli agricoltori. L’ultimo ospite, di prestigio, è stato il Vicedirettore della DG AGRI, Diego Canga Fano, che ha voluto sottolineare che il budget della PAC non sia stato tagliato come tutti dicono, ma, anzi, potenzialmente migliorato e aumentato con le nuove proposte della Commissione. Inoltre, essendo a capo della sezione sulle IG, ha voluto rimarcare l’importanza delle DOP e IGP soprattutto in un paese come l’Italia.